ANNALISE AMBROGIO

ABSTRACT

Annalise Ambrogio

Annalise Ambrogio è nata in Toscana e dipinge da quando aveva quindici anni.     Come tutti gli artisti è innamorata dell’arte  I suoi trasferimenti l'hanno influenzata nel modo di dipingere. Ha abitato per due anni in Brasile, a Salvador de Bahia, dove ha tratto ispirazione per alcuni suoi dipinti.   Diplomatasi al liceo artistico ha voluto affinare la tecnica pittorica ad olio coi Maestri Matteo Cosenza, Lino Epiphany ed in seguito con la maestra Sonia Ervas, da cui ha appreso varie tecniche riguardanti l’astratto, con mix media, acrilico, ecc.  Ha partecipato a corsi di calcografia e di nudo.

E’ stata iscritta in associazioni artistiche come Gli Artisti Trevigiani, La Nuova Figurazione, di cui è stata anche Vice-Presidente, AaA (Associazione culturale d’arte e artigianato) e Olystic Art. Ha partecipato a molte mostre collettive con gli “Artisti Trevigiani”; con L’accademia Pizzolon di Ponzano veneto, all’Aquila, a Mestre, a Castelfranco. Ha fatto delle personali in Toscana e nel Veneto.

Ha partecipato a molti concorsi: a Cordignano, Castelfranco, Milano, Preganziol, ecc.


"Annalise Ambrogio, di origine toscana, da molti anni vive in Veneto.                             Ama il paesaggio e la natura. Ora si dedica particolarmente alla figura e all’astratto. Per quanto riguarda i paesaggi, dichiara di amare i colori intensi e vibranti. L’artista, attraverso la pittura, comunica i suoi messaggi e mette in evidenza i problemi del mondo (la violenza sulle donne, il terrorismo, la donna oggetto, ecc."

Marcello Cocchetto

"La produzione pittorica dell’artista riflette il mondo emotivo di Annalise Ambrogio: dai toni sfavillanti, solari e smeraldini distribuiti su alcune tele con una pennellata robusta e breve; in altre composizioni il cromatismo cambia, divenendo più sereno e fluido. Una costante iconografica del corpus pittorico di molti paesaggi è l’assenza consapevole, in questi luminosi spazi naturalistici, della figura umana, quasi a segnarne l’estraneità dal ritmo incessante ed eterno della natura"

Critico d’Arte: Cristina Bernazzi

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