MARIO RANIOLO

Oltre la materia

Mario Raniolo

Mario Raniolo nato a Ragusa negli anni ’50, ha vissuto da giovane per molti anni nella lussureggiante Baviera dove ha studiato e appreso i primi insegnamenti della pittura figurativa e paesaggistica.

Il suo ispiratore è stato il grande Lubo Kriste che all’epoca realizzava proprio a Greifenberg una sua famosa fontana, opera che contribuì a convincere il nostro artista a cimentarsi nel campo dell’arte. Partecipò a soli 7 anni a vari concorsi e ne vinse due.

Tornò con la famiglia nella sua Ragusa dove si diplomò e si trasferì a Padova per iniziare gli studi nel campo dell’Ingegneria. Durante gli studi Universitari si dedicò con discrezione e riservatezza a sperimentare nuove forme di pittura tenendo i suoi lavori gelosamente per sé e per pochi amici.

Negli ultimi anni ha incentivato la sperimentazione nel campo della pittura cercando di trovare il significato della materia e della sua controversa esistenza.

Prof. Riccardo Ghidotti, critico d'Arte

Raniolo, di origine ragusana, ha vissuto la sua giovinezza nella verde Baviera, dove ha studiato e appreso l’arte della pittura sia figurativa che paesaggistica. Suo mentore Lubo Kriste che proprio all’epoca stava realizzando la nota fontana di Greifenberg. Tornato nella sua terra d’origine, terra di sole e di sconfinata bellezza siciliana, decide poco dopo di ripartire per Padova, per laurearsi in Ingegneria. Nel contempo continua la sua passione per la pittura e la grafica, frequentando il mondo culturale di Padova e mette a frutto una serie di sperimentazioni sia sotto il profilo del disegno che per l'aspetto dei materiali usati. Nonostante il suo tratto di persona schiva e riservata, ha partecipato fin da ragazzo a numerosi concorsi, riscuotendo il consenso della critica. Come in questa felice segnalazione del Premio “Vittorio Sgarbi”. Ha presentato l’opera dal titolo “Buco nero”. Eccone l’interpretazione: tutta la materia viene generata da fenomeni galattici, vive si trasforma e infine viene attratta in un buco nero. L’idea che quest’opera vuole esprimere è la convergenza della materia attraverso una spirale inevitabile, verso una fine ineluttabile. Cosa c’è oltre questa fine sta a ciascuno di noi percepire. Guardando l’opera si ha la sensazione che quel punto nero al centro sia la porta di ingresso per una nuova vita.
L’autore ha dipinto con colore acrilico su pannello quadrato di 111 cm. a significare la finitezza del mondo.
PROF. RICCARDO GHIDOTTI
critico d'arte.

Mario Raniolo

Viaggio cromatico

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