MARIO VIDOR

Paris

Paris

Credo che ogni scatto sia un gesto di amore, che parli di noi ad un livello subconscio e che tradisca molto della nostra umanità nascosta. Ogni fotografia è un autoritratto. Ogni luogo è uno spazio per l’interpretazione. Ogni viaggio è un’esperienza che va oltre.

Tutto inizia dal cielo, che qui avvolge come un lenzuolo la città. La luce filtra timida e omogenea. Si percepisce un battito. ‘Île de la Cité è la sacca embrionale dove pulsa un cuore sacro. ‘Notre Dame’. Nostra Madre. 

Tra le acque che tutto trascinano al mare, la vita si è aggrappata alla terra e su di essa ha stanziato la visione di una città in miniatura. È un principio ordinatore che conquisterà altre sponde. Il ‘Pont Neuf’ è una via d’uscita prima ancora che d’entrata. Ben presto la nostra vista desidera abbracciare altre terre, altre madri. Nascono così case, edifici, palazzi e giardini, scuole e musei, tribunali e tanto altro. È il trionfo dell’arco della vita, teso sempre verso il futuro, ignoto e mai troppo distante. Ci appare il destino: una giostra da fissare come bambini mentre scorre avanti. Per qualche attimo siamo muti, in equilibrio tra ciò che è stato e sarà. Le immagini fatte di pietra sono ormai un ricordo e ci troviamo incerti ma curiosi dell’avvenire. Lo sguardo scivola rapido su superfici sgombre e astratte. Sono visioni dominanti ma rassicuranti quanto il nome che portano. Così giungiamo ad un nuovo arco.

La vita, questa volta, scorre di sotto. La città è cresciuta e lo siamo anche noi. Ci giriamo intorno in cerca di un riferimento, di una ragione. Nella nebbia tutto sfugge, anche l’orizzonte. Infine ci ritroviamo nella ‘vecchia torre di ferro che tutti riporta al cielo, dove questa storia ha avuto origine.

È il momento di salutare la città e tornare laddove siamo partiti.


Nel pensare a questo libro ho pensato a Mario Vidor, e poi a Parigi. Ho immaginato un diario e ne ho strappato 25 pagine. 

Steve Bisson

Mario Vidor

Mario Vidor è nato nel 1948 a Farra di Soligo. Dalle prime esperienze pittoriche negli anni Ottanta, la sua attenzione si è in seguito focalizzata sulla fotografia.
Dal 1982 la sua personale ricerca - partendo dalla lezione dei maggiori maestri dell'immagine di questo secolo - si sviluppa in due direzioni: l'indagine storico-scientifica e il linguaggio creativo.
Alla sua prima pubblicazione "Sulle terre dei Longobardi" (1989), sono seguiti numerosi altri volumi di fotografia, e alcune singolari cartelle foto-litografiche.
A Pontremoli nel settembre del 1992, con il libro "Semplicemente Italia" ha ricevuto il Premio bancarella. Altri premi da menzionare: a Padova per la miglior fotografia veneta (1996) il Premio "Carlo Goldoni", a Macerata, il Premio "Territorio Odissea 2000"(1998), per il libro "Le torri di Babele" e, a Orvieto nel marzo 2002, con il libro "Pagine Bianche", si è classificato primo nella categoria "Fotografia Creativa" e a Garda (VR) nel maggio 2003 ha ricevuto il riconoscimento B.F.I. dalla FIAF e nel nel 2014 il riconoscimento A.F.I. e nel 2018 il riconoscimento I.F.I.
Ha tenuto numerosissime mostre personali (oltre 300) nelle principali città italiane e all’estero in Francia, Germania, U.S.A., Repubblica Popolare Cinese, Croazia, Austria, Slovenia, Canada, Russia. In particolare: Frame O’Rama, New York (USA); Sicof Cultura, Milano (I); Mostra Internazionale della Fotografia, Parigi (F); Samara Art Museum, Samara (RU); Il Diaframma, Milano (I); nei musei croati di Albona, Fiume, Pinguente, Rovigno e Zagabria; Photokina, Colonia (D); Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, Pechino (CINA); Associazione Culturale Italo-Tedesca, Venezia (I); Fondazione QueriniStampalia, Venezia (I); Spazio Olivetti, Venezia (I); Charles Scott Gallery EmilicarsInstitute of art e design, Vancouver (CA); Museo Wagner, Bayreuth (D); nei musei ucraini di Vinnitsya, Tulchyn, Ladyzhyn; ed a Arles (F) in occasione del Mois de la PhotografieGalerieduCréditMutuel. Sue opere sono conservate nelle collezioni di musei e gallerie: Diaframma, Milano; Museo Civico di Vittorio Veneto; Fondazione QueriniStampalia, Venezia; Musei croati di Albona, Pinguente, Pisino, Rovigno; Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi; Fondazione Internazionale delle Arti Contemporanee di Pechino, Charles Scott Gallery EmilicarsInstitute of art e design di Vancouver in Canada, alla Biennale di Brescia, a Mosca, Russia, SavvinskajaNaberezhnaja Gallery, a Samara, Russia, (Samara Art Museum), a Omsk, Russia (Omsk Gallery), alla Biennale di Venezia e al Centro Culturale Candiani di Mestre (VE)

Mario Vidor, Paris

Testo di  Steve Bisson Voce narrante: Maurizio Termite Fernandez
Video: WE ART video

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