SERGIO SINI

Il Maestro del colore

Sergio Sini (Treviso 1924 - 1986)

Sergio Sini nasce nel 1924 a Treviso dove, fin dalla giovanissima età, si avvicina all’arte pittorica per esprimere il suo amore per la natura, compagna nelle sue ricerche di stile. La campagna Veneta, in particolare la zona di Valdobbiadene, così come la città di Treviso (amava i Buranelli), lo vedevano spesso fermarsi a cogliere particolari a cui dava espressione e colore con il suo pennello. Il suo animo sempre pronto a commuoversi di fronte alle meraviglie della natura, è caratterizzato anche dalla sua ammirazione per i superbi paesaggi alpini (vedi le sue opere giovali “le tre cime di Lavaredo - il Cervino - la Val Pusteria e altre zone delle Dolomiti”). Nella sua esperienza artistica ha avuto sicuramente influenza la sua vicenda umana, in particolare il suo terribile vissuto nel campo di concentramento di Halle nel 1943-45 che lo segnò profondamente; anche in questa circostanza continuò viva la sua passione per la pittura. Quei luoghi gli ispirarono schizzi e disegni che descrivevano la prigionia e i compagni di camerata. Sini raccontava spesso che per disegnare e colorare le sue opere doveva utilizzare i pochi elementi che trovava a sua disposizione, raccogliendo rami ed erbe, sbriciolando sassi e pietre, rendendo così ancora più forte quel legame con gli elementi della natura che caratterizzarono il suo percorso pittorico. Il suo tocco, come un abile pianista, dava al pennello i tratti e le mescole di colore che solo un profondo artista come Sini sapeva creare, tinte forti e vibranti; ogni colore era il risultato di una lunga ricerca ed esperienza nella mescola. Le sue pennellate sicure alternavano tratti decisi e colori intensi dei paesaggi a linee delicate e precise per delineare i volti dei suoi ritratti. L’anima è presente in ogni sua opera perché niente era lasciato al caso, ogni tratto è espressione di amore verso la natura, le persone, gli scorci, il colore. In quel periodo la città di Treviso viveva uno dei suoi più importanti periodi artistici, grazie anche a nomi illustri come Barbisan, Nesi, Dinetto, Toni Benetton (amico dello stesso Sini), ma la sua personalità schiva, lo teneva lontano dai percorsi tradizionali della carriera; alla luce intensa dei riflettori Sini preferiva la luce fìoca del suo studio ove passava giornate intere per anni ed anni, ad esprimere la sua anima su fogli di faesite arrotolata. Sergio Sini muore a Treviso all’età di 62 anni

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