FRANCESCO VOLPATO

Quando il vetro diventa poesia

Francesco Volpato

Francesco Volpato vive a Mirano (Venezia) dove è nato nel 1956.
Nel 1971, all’età di quindici anni, comincia a lavorare in una fornace vetraia e a 18 anni diventa
maestro-soffiatore. Diventa maestro lavorando in una delle più famose officine di fusione del vetro dell’isola di Murano, che annovera come maestro Gian Carlo Moretti, dalla quale andrà via dopo aver acquisito anche il titolo di maestro della filigrana.
Nel 1990 inizia a collaborare con l’azienda La Murrina dove prenderà la direzione e la gestione della produzione nella nuova fabbrica sita nel comune di Marcon (Venezia).
Nell’arco di dieci anni coltiva una passione legata al mondo dell’arte, producendo una propria linea di sculture e quadri grazie anche alla frequentazione di alcuni artisti di livello internazionale: Lino Brunelli, Giuseppe Granzo, Adriano Piu, Giorgio Celiberti, Antonio Zago, Mario Maccatrozzo. Espone in continuazione in mostre collettive e personali in Italia e all’estero.
Il suo tragitto lavorativo, iniziato in giovane età come apprendista, nell’avvolgente calore diffuso dai forni, lo ha portato in tanti anni alla conoscenza di tutti gli ingredienti e astuzie necessari per la fusione e la lavorazione del vetro, sperimentando le mille possibilità di composizione della materia vitrea intuendo il latto pittorico intrinseco in essa riuscendo a trasferirlo nella tela piana o in un supporto analogo; è stato ed è tuttora uno degli agonisti “primigeni” ad unire le due arti sculturapittura con l’uso della materia usata costantemente per centinaia di anni per l’arte vetraia.
Il suo ingegno creativo si è estrinsecato nella “inventiva-pura”, una creatività senza confini, costituita da “neuroni e sinapsi”, le architetture del pensiero umano.
Francesco ha rotto gli argini costrittivi della tradizione del vasaio-vetraio unicamente “muranese” per entrare in un mondo dove il valore unico “brilla” nelle idee nelle quali l’uomo è genio e possessore unico. Nascono così le sculture policrome “volpatiane” plasmate in nuove forme e dimensioni imprevedibili: solidi frammenti di pensiero, contenitori di cultura, poesia, geometria e “caos”. Tutto quello che un vero artista può dare in senso psicofisico.

Francesco Volpato

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