ARNALDO  GUADAGNINI

ARTE, POESIA, MUSICA

Arnaldo Guadagnini

Schubert, Schumann, Albinoni, come Verdi, Bach, Vivaldi, Rossini, Callas e gli altri; grandi masse di colore come placche alla deriva sugli oceani; timbri misterici e materici, scritte enigmatiche, lettere e cabale di numeri, semiologie esoteriche e alfabeti di segni puramente intuitivi, ci catturano e spingono a superare i primi livelli di lettura dei quadri, a viaggiare tra i diversi piani cromatici, fino a raggiungere il linguaggio eletto della poesia che li sottende. La grande compressione di questi mesi erompe finalmente in una sintesi creativa potente e risolve nei canoni dell’estetica il male crepitante che ci ha colpito. Arnaldo Guadagnini prova ad esorcizzarlo e a comunicarci il desiderio di un universo ulteriore, in cui le seduzioni della vita possano pienamente riconfermarsi. Nei quadri incombe la memoria della pandemia e dell’infausto 2020; il lutto, il cordoglio, l’impotenza, il caos e l’incertezza, gli oscuri presagi, gestiti nei codici cromatici ineffabili, ma palpita sempre ovunque la musica e il desiderio di superamento e si intravede l’orizzonte dei grandi viaggi lontani, con i quali dissolvere l’amaro veleno accumulato. Spicca Sogno d’Asia, con le sue grandi cromie contrastate, e per una volta la meta conta quanto il viaggio, con la sua favolosa promessa di suggestioni e di slancio vitale. Lo streben di Arnaldo è sempre trance creativa verso la quale l’arte docilmente si piega; è impeto che si fa gesto pittorico e assume in sé la forza medianica delle note, delle volute musicali, del virtuosismo melodico, dei silenzi, dei crescendi, dei pieni, delle differenti modulazioni, degli arabeschi di suoni e di parole, dei vortici e delle vertigini che rapiscono l’artista. La mano segna e sferza l’aria, si abreagisce sopra i quadri; la spatola preme, riga, accumula materia nei diversi strati. La tecnica è esattamente quella che gli serve e che ha sviluppato unicamente per il suo scopo espressivo, conquistata con la stessa dura disciplina con cui Arnaldo ha conquistato tutto nella vita. Basica è l’intuizione che il colore è già forma, se viaggia sulle ali dell’emozione e del sentimento; e la forma compiuta è bellezza al di là della sua risolubilità in linguaggi convenzionali, aggregata nelle grandi masse di acrilico, piegato a esigenze espressive inusuali. Ci sarà sempre qualcosa da scoprire, se il viaggio interiore potrà continuare, anticipando quello dei sogni sul globo terracqueo.

Vittorio Caracuta

Arnaldo Guadagnini

Presentazione a cura di Vittorio Costacuta

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