MEDEA ORLANDO

IL FUTURO

Medea

Medea Orlando è una bambina che, come tante sue coetanee sogna di diventare una ballerina, frequentando con ottimi risultati una scuola di danza che la porta, giorno dopo giorno, ad alzare l’asticella e a sperimentare nuovi passi e variazioni.
A sette anni Medea si cimenta anche, da qualche tempo, con la pittura ad acrilico, realizzando tele ricche di impatto coloristico, di giochi cromatici, che vedono la tavolozza esplodere in un’alternanza di colori caldi e freddi, che si fanno traduzione di quella gioia de vivere, tipica della sua età.
Colori che sono la traduzione dei sorrisi, delle risate, di una felicità che si fa dirompente, luminosa e calda come una giornata estiva di sole, tipiche della sua età.
Di quel senso di libertà che troppo spesso nell’ultimo anno stiamo negando ai nostri bimbi grazie a mesi di costrizioni, di abbracci negati, di giochi solitari.
Mi piace pensare a lei, anche e soprattutto attraverso il suo talento artistico, come ad finestra spalancata nel possibile e in una dimensione futura.
Medea vive attorniata dall’arte, supportata dai suoi genitori, che la sostengono e la stimolano a cimentarsi con tela e pennelli. In lei vedo un’adulta felice che domani frequenterà musei, mostre d’arte, e tutti i luoghi deputati alla cultura, magari lei stessa divenendo artista.
Quando, fin dalla più giovane età entriamo a contatto con il magico mondo dell’arte, avremo la certezza che domani questi farà parte di noi, a prescindere dalle nostre singole scelte di vita.
Le tele che lei realizza sono animate di figure fantastiche che sembrano usciti dai libri di fiabe. Animali fantastici, volti che ci raccontano una storia, proiettandoci nella dimensione spensierata di un’infanzia che mai è davvero sopita in ognuno di noi.
Attraverso la tela di Medea, possiamo intatti ritrovare quei bimbi che siamo stati, attraverso i suoi occhi rivederci e rivedere attimi che come bagliori di luce che squarciano questi tempi così bui, sono palpito di vita, ci fanno sorridere di un sorriso carico di una struggente nostalgia, ci porta a guardare ai nostri bimbi con la speranza di poter dare loro un futuro rassicurante e migliore, di respirare il profumo dell’innocenza, di vederli come pagine di un libro ancora tutto da scrivere.
Dott.ssa Ombretta Frezza

Medea